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Specialità Gastronomiche |
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I piatti tipici della tradizione culinaria ragalnese, derivati dall’antica cultura rurale, prevedono, oltre all’utilizzo di prodotti umili, ad esempio i legumi, l’impiego di prodotti spontanei tipici della zona come i funghi (di ferula, porcini, ecc…), gli asparagi, le verdure di stagione, ad esempio i “cosci ‘vecchi” e i “caliceddi”, e dei derivati dell’allevamento e in generale del lavoro dell’uomo, ma anche dalla caccia.
Le varietà coltivate, di antiche origini e selezionate man mano dagli agricoltori locali sono: le mele Cola, Gelato-Cola e Gelate, dall’aroma e dalla forma inconfondibile e di piccole dimensioni, le mele Delicius, dal colore rosso acceso e dal profumo intenso e persistente, le pere Coscia, Ucciardone e Butirra, la cui polpa a maturazione è molto dolce e profumata e le pere “Spineddi”, vendute in caratteristici “Pennuli”, che vanno mangiati previa cottura. I frutti possono essere consumati sia freschi che trasformati in confetture e mostarde, ma possono anche essere utilizzate nei dolci, o in preparazioni salate, ad esempio le pere spinelle nella preparazione del coniglio di “sciara” ( selvatico), delle fave, ecc…
Le varietà si possono dividere in due grossi gruppi: “i castagni”, dai frutti piccoli e “i marruni”più grandi e facili da sbucciare.
Il fungo di ferula (“funci di ferra”), micete straordinario tipico del territorio ragalnese invece, predilige le campagne incolte e si sviluppa prevalentemente in prossimità della ferula, e per questo ne ha assunto il nome. Il “funciaro”, tipica e remota figura che, con scarponi, bastone di legno in mano, “panaro” di vimini e assoluto riserbo sui luoghi di raccolta, nelle stagioni propizie, si dedicava unicamente alla raccolta dei funghi che poi rivendeva a clienti fissi. Ancora oggi, i raccoglitori professionisti vanno in cerca di funghi e in particolare di quelli di ferula, sia per il loro gusto sia per venderli ai privati e ai locali della zona.
Questa pianta, dalle eccelse qualità organolettiche, cresce abbondantemente nel periodo autunnale nelle campagne della zona, assieme ad asparagi, “scanna becchi”, “cosci vecchi”, finocchi selvatici, ecc. Le preparazioni in cucina di questi vegetali sono molteplici e prevedono anche l’utilizzo di più di loro contemporaneamente, soprattutto nelle frittate (di asparagi, ”scanna becchi” e funghi di ferula, di caliceddi, ecc) e nei bolliti, le così dette verdure “maritate”. I caliceddi possono essere utilizzati in molte preparazioni o più semplicemente cotti e conditi con olio extra vergine d’oliva di Ragalna per accompagnare la salsiccia di maiale arrostita sulla brace.
All’ olio extravergine d’oliva prodotto nel territorio di Ragalna è stata riconosciuta la Denominazione d’Origine Controllata “Monte Etna”, il cui olio si caratterizza, fra l’altro, per un’acidità non superiore allo 0,6% ed un punteggio all’analisi organolettica, espresso da un comitato di assaggiatori qualificati (Panel), non inferire a 7.
La pianta d’ olivo rappresenta un elemento caratterizzante del paesaggio ragalnese, infatti è molto diffusa in tutto il territorio e costituisce una storica risorsa economica di Ragalna. Gli oliveti sono costituiti soprattutto dalla varietà tipica della zona, la ”Nocellara Etnea”, sebbene nel territorio sono presenti anche le varietà “Moresca”, “Biancolilla”, “Zaituna”. L’ olio extravergine d’oliva, sta alla base di molti piatti tipici della cucina ragalnese, è un indispensabile condimento e risulta ottimo anche per le fritture.
Il frutto di ficodindia viene consumato prevalentemente allo stato fresco, ma sono molto apprezzati sia il liquore che la mostarda ottenuta dal succo. In passato i frutti venivano anche essiccati al sole per poi essere consumati nel corso dell’inverno.
La viticoltura a Ragalna è atavicamente legata alla trasformazione dell’ uva in un ottimo e profumato vino rosso. Generazioni e generazioni, curve sul bruno suolo sciaroso, hanno aggredito la dura montagna dissodando il terreno, livellandolo, terrazzandolo e piantando la nobile pianta da cui, con amorevoli cure i “Rahannisi” con ferma perizia hanno sapientemente tratto un vino che non è solo una squisita bevanda d’uso giornaliero, ma il frutto orgoglioso di un rito non solo agricolo ma culturale. L’intero territorio del Comune di Ragalna è interessato dalla coltivazione della vite da vino, andando da circa 500 m s.l.m. ad altitudini pedemontane e montane con quote di oltre 1000 m s.l.m. che si raggiungono sui pendii di Monte Marzo o Monte Palmintelli.
Data l’ orografia impervia dei luoghi, il terreno è contraddistinto da terrazzamenti in pietra lavica con allevamento delle piante ad alberello; coltivazioni più moderne e su appezzamenti meno acclivi vedono invece l’adozione di forme di allevamento a controspalliera . le condizioni strutturali della zona non hanno mai consentito lo sviluppo della irrigazione e di qualche forma di meccanizzazione. Il vino prodotto nel territorio di Ragalna è ottenuto dalle varietà “Nerello mascalese”, “Carricante”, “Cataratto” ed “Insolita” e si fregia della Denominazione d’ Origine Controllata “ETNA”; si caratterizza per l’inconfondibile colore rosso rubino ed il sapore fruttato, che diventa asciutto e con una buona corposità in piena maturazione.
Il ciliegio è coltivato in tutto il territorio di Ragalna in consociazione con il melo, il pero e la vite.
La forma è cilindrica; la crosta sottile è bianco-giallognola se fresco, giallo-ambrata se stagionato; la superficie ha la forma del canestro di giunco ('Fascedda") che determina una particolare modellatura rugosa.
Pochi alimenti ancorano in maniera quasi ancestrale l'uomo alla sua terra. Tra questi il pane casereccio che con il suo odore e sapore fissa indelebilmente i contorni di una civiltà rurale ormai mero ricordo per i più. |
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